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Z · Glossario Muza

zèro parti dàta

Zero-party Data
loc. s. m. inv. [dall'ingl. zero-party «fornito direttamente dall'utente» + data «dati»]

Definizioni

1
I dati che l'utente ti dà di sua spontanea volontà.  
Informazioni che un utente condivide consapevolmente e intenzionalmente con un brand: preferenze, interessi, intenzioni d'acquisto raccolte tramite quiz, form, sondaggi o configuratori. A differenza dei cookie, non richiedono tracciamento nascosto: l'utente sceglie cosa condividere e quando.

Esempi

  • «Abbiamo aggiunto un quiz sul sito: «Che tipo di progetto hai in mente?». In tre mesi abbiamo raccolto dati su 800 potenziali clienti senza un singolo cookie.»
  • «Con la fine dei cookie di terze parti, chi ha già costruito una base di zero-party data parte avvantaggiato. Gli altri ricominciando da zero.»
2
Il futuro della personalizzazione senza invasione.  
Lo zero-party data risolve il paradosso del marketing moderno: le persone vogliono esperienze personalizzate ma odiano essere tracciate. Se chiedi direttamente — e offri qualcosa in cambio — ottieni dati migliori e più affidabili di qualsiasi pixel installato di nascosto.

Esempi

  • «Un sondaggio di tre domande alla fine del checkout ci ha dato più informazioni sui clienti di sei mesi di analisi comportamentale.»

Etimologia

Il termine zero-party data fu coniato da Forrester Research nel 2020 per distinguere i dati forniti volontariamente dagli utenti da quelli raccolti tramite tracciamento (third-party) o comportamento indiretto (first-party). Diventa centrale con la progressiva eliminazione dei cookie di terze parti da parte dei principali browser.
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