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R · Glossario Muza
rèstìling
Restyiling
s. m. inv. [dall'ingl. restyling, der. di to restyle «ridisegnare, rinnovare lo stile»; aggiornamento visivo di un brand o prodotto senza stravolgerne l'identità]
Definizioni
1
Rinnovare senza dimenticare chi sei.
Processo di aggiornamento visivo di un logo, un'identità di brand o un sito web per modernizzarne l'aspetto mantenendo la riconoscibilità costruita nel tempo. Non si reinizia da zero: si evolve quello che c'è, eliminando ciò che invecchia e rafforzando ciò che funziona.
Esempi
- «Il logo aveva vent'anni e sembrava datato. Con il restyling lo abbiamo reso più pulito e contemporaneo senza perdere la memoria visiva del brand.»
- «Il sito non convertiva più. Non serviva rifarlo da capo: bastava un restyling mirato delle pagine chiave.»
2
Non è la stessa cosa del rebranding.
Il rebranding cambia l'identità. Il restyling la aggiorna. Confonderli porta a interventi sproporzionati rispetto al problema o, peggio, a perdere riconoscibilità costruita in anni.
Esempi
- «Il cliente voleva cambiare tutto. Dopo l'analisi abbiamo capito che bastava un restyling del logo e una nuova palette colori. Budget diviso per tre, risultato migliore.»
Etimologia
Dall'inglese restyling (da to restyle, ridisegnare). In ambito brand e comunicazione indica il processo di aggiornamento visivo di un logo, un'identità o un prodotto per renderlo più attuale, senza azzerare la riconoscibilità acquisita nel tempo. Si distingue dal rebranding totale, che implica un cambio di identità più profondo.
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