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R · Glossario Muza
rèbrànding
Rebranding
s. m. inv. [dall'ingl. re- «di nuovo» + branding; processo di ridefinizione profonda dell'identità di un brand]
Definizioni
1
Ricominciare a dire chi sei. Processo di ridefinizione completa o parziale dell'identità di un brand: può riguardare il nome, il logo, i valori, il posizionamento, il tono di voce o tutti insieme. Si attiva quando il brand non rispecchia più l'azienda che è diventata, ha un'immagine negativa da superare o vuole raggiungere un nuovo mercato.
Esempi
- «Dopo l'acquisizione abbiamo fatto un rebranding completo: nuovo nome, nuova identità visiva, nuovo posizionamento. Non eravamo più la stessa azienda.»
- «Un rebranding fatto male è peggio di nessun rebranding. Se il pubblico non capisce perché è cambiato tutto, perde fiducia.»
2
Non è un restyling. È una dichiarazione. Il restyling aggiorna l'aspetto. Il rebranding ridefinisce l'identità. Confonderli porta a interventi sbagliati: un'azienda con un problema di reputazione non si risolve con un nuovo logo.
Esempi
- «Il cliente voleva cambiare solo il logo. Dopo l'analisi abbiamo capito che il problema era il posizionamento: serviva un rebranding, non un restyling.»
Etimologia
Dall'inglese rebranding, composto di re- (di nuovo) e branding. Indica il processo di ridefinizione profonda dell'identità di un brand: nome, logo, valori, posizionamento, tono di voce. Si distingue dal restyling, che aggiorna l'estetica mantenendo l'identità. Esempi celebri: Dunkin' Donuts diventa Dunkin' nel 2019, Facebook diventa Meta nel 2021, Twitter diventa X nel 2023.
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