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O · Glossario Muza

àut-sòurcing

Outsourcing
s. m. inv. [dall'ingl. out «fuori» + sourcing «approvvigionamento di risorse»]

Definizioni

1
Delegare quello che altri sanno fare meglio.  
Affidamento di una funzione aziendale — sviluppo software, marketing, contabilità, customer service — a un fornitore esterno specializzato. Permette di ridurre i costi fissi, accedere a competenze verticali senza assumere internamente e concentrarsi sul proprio core business.

Esempi

  • «Abbiamo fatto outsourcing dello sviluppo software. Internamente non avevamo le competenze né il tempo per costruirle.»
  • «L'outsourcing funziona quando sai esattamente cosa vuoi. Se non lo sai, il fornitore ti consegna quello che gli conviene.»
2
Non è rinunciare al controllo. È scegliere dove esercitarlo.  
Un outsourcing ben gestito prevede obiettivi chiari, KPI condivisi e revisioni periodiche. Non è «dare in mano a qualcun altro e sperare». È una relazione professionale con aspettative definite da entrambe le parti.

Esempi

  • «Abbiamo esternalizzato il marketing digitale ma manteniamo il controllo sulla strategia e sui KPI mensili.»

Etimologia

Dall'inglese outsourcing, composto di out (fuori) e sourcing (approvvigionamento di risorse). Il termine si diffuse negli anni '80 nel management anglosassone per indicare la pratica di delegare funzioni aziendali a fornitori esterni specializzati, inizialmente in ambito IT e manifatturiero.
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